Roberto Bacci

SIAMO STATI NEL TEMPO, di Roberto Bacci   Il Terzo Teatro è la storia di uomini che oggi non esistono più. Di un Paese che non esiste più. Di una società che non esiste più. Di una politica culturale che non esiste più. Eppure qualcosa resta e ci spinge non tanto a “ricordare”, ma a riflettere sul “presente”, perché anche il futuro non esiste più (o ancora). Se rifletto vedo prima di tutto una necessità di “teatri”, un plurale che, pur partendo da una definizione singolare, riusciva a moltiplicarsi in tante e diverse direzioni fino a sentire stretta persino la definizione di Terzo Teatro. Personalmente ho sempre ignorato questa definizione come una linea di condotta o una opzione politica, anche se la politica è stata fin dall’inizio una strada importante nelle mie scelte. Ma “politica” ha significato non il fine della creazione, bensì quello dell’organizzazione del lavoro, del nutrimento culturale mio e dell’ambiente teatrale, la contrapposizione ai modelli generali del teatro di quel periodo e la volontà di creare un modello “pubblico” autonomo che potesse organizzare la produzione di spettacoli e di cultura teatrale in modo alternativo. Così sono nati l’esperienza di Pontedera, e i Festival che ho diretto (Santarcangelo… Continua a leggere

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David Beronio

DOMANDE SENZA RISPOSTA, di David Beronio   Per condurre una riflessione sull’eredità del Terzo Teatro è necessario da un lato rifarsi a una prospettiva storica, come il convegno si propone di fare attraverso il ricco programma di testimonianze dirette di chi ha vissuto quella stagione in prima persona e da protagonista; dall’altro, occorre individuare quali sono le domande a cui il lavoro di tanti artisti ha cercato di proporre delle risposte, attraverso gli spettacoli e le strategie culturali di volta in volta messe in opera. Quelle stesse domande che ancora oggi ci interpellano, ancora oggi risuonano per artisti e studiosi, spesso senza essere accolte. Sono le domande che tutta l’arte pone sempre a chi la pratica, e che un’arte fluida e refrattaria a schemi e definizioni come il teatro pone con particolare forza. Considerando un’attività artistica non come un modo per creare intrattenimento e nemmeno come un mestiere che si colloca in un più ampio panorama di professionismo della cultura, restano un senso e uno scopo dell’arte ben precisi che sono quelli di stabilire un orizzonte di conoscenza. L’arte, dunque, come un’attività finalizzata ad ampliare la conoscenza del mondo e dell’uomo sia per chi la fa, sia per chi la… Continua a leggere

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FOCUS 4 | TERZO TEATRO: IERI, OGGI, DOMANI – Per una documentazione del convegno del 18 marzo 2017

[di Roberta Ferraresi] Giunge a pubblicazione nel contesto di «Culture Teatrali» la documentazione del convegno Terzo Teatro: ieri, oggi, domani, curato da Marco De Marinis e Roberta Ferraresi per il Centro “La Soffitta” del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna il 18 marzo 2017, a conclusione di un progetto interamente dedicato al Terzo Teatro che si è sviluppato inoltre con una rassegna di spettacoli che ha visto in scena gruppi di differente provenienza, generazione, linguaggio (in ordine cronologico: Teatro dei Venti, Teatro Akropolis, Instabili Vaganti, Teatro dell’Albero, Teatro Potlach). Il convegno posto a chiusura del progetto era articolato attraverso due tavoli di discussione, introdotti da interventi di studiosi particolarmente vicini ai temi trattati (Piergiorgio Giacchè, Raimondo Guarino, Cristina Valenti, Mimma Valentino) e organizzati intorno al contributo di numerosi artisti, appartenenti sia ai gruppi storici del Terzo Teatro sia alle stagioni successive della ricerca (nell’ordine, si sono avvicendati nella prima parte: Pino Di Buduo, Gabriele Vacis, Renzo Filippetti, Roberto Bacci, Armando Punzo, Clemente Tafuri, David Beronio, con la moderazione della curatrice; nella seconda, con il coordinamento di Oliviero Ponte di Pino: Beppe Chierichetti, Marco Martinelli, Ferruccio Merisi, Stefano Tè, Horacio Czertok). La giornata si è conclusa con una terza e ultima sessione dedicata… Continua a leggere

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CT#27 – TEATRI DEL SUONO | TERZO TEATRO: IERI, OGGI, DOMANI

L’annale 2018 di «Culture Teatrali» presenta due sezioni monografiche. La prima, a cura di Enrico Pitozzi, ha l’obiettivo di analizzare, in ambito internazionale e secondo un approccio metodologico interdisciplinare, i territori della scena contemporanea, mettendo in luce le pratiche riconducibili alla nozione di Teatri del suono. Al centro di quest’indagine, articolata a partire dalla testimonianza di compositori e sound artists, oltre che di teatrologi e musicologi, c’è il pensiero sonoro che la scena elabora discostandosi dal mero utilizzo della musica come corollario al regime della visione. Da un punto di vista compositivo, assistiamo dunque ad un processo che si dispone attorno ad un doppio regime delle immagini, vale a dire l’“immagine sonora” – che comprende, inoltre, il registro vocale e il teatro d’opera – e l’“immagine visiva”, determinata a partire dalle qualità della precedente. In altri termini, il suono agisce in scena in modo discreto, latente, stabilisce il senso di ciò che appare in scena e orienta la percezione dello spettatore. Segue una sezione intitolata Terzo Teatro: ieri, oggi, domani, che raccoglie i contributi degli studiosi intervenuti al convegno conclusivo dell’omonimo progetto svoltosi presso il Centro “La Soffitta” dell’Università di Bologna con il proposito di rintracciare – a quarant’anni dalla proposta di Eugenio Barba –, oltre che gli elementi storicamente caratterizzanti, anche i nodi di persistenza di una delle esperienze distintive del Nuovo… Continua a leggere

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IN MEMORIA DI RENZO TIAN, CRONISTA DI TEATRO

[di Pierfrancesco Giannangeli] Ricordare Renzo Tian, morto a Roma alla fine di ottobre all’età di 91 anni, è cosa molto facile, ma nello stesso tempo estremamente difficile. È semplice, perché per lui parlano gli innumerevoli scritti giornalistici frutto della lunga militanza come critico nelle fila del quotidiano “Il Messaggero” – e forse nel suo caso sarebbe ancora più aderente la definizione di Silvio D’Amico, quel “cronista di teatro, detto critico drammatico” che ne amplia ancor più i territori di competenza –, parlano la lunga avventura accademica (che lo vide pure nell’anno 1970/1971 tra i docenti del neonato Dams dell’Università di Bologna), il commissariamento e la presidenza dell’Eti, gli anni alla guida dell’Associazione nazionale dei critici di teatro. Ci sarebbe poi il livello personale, l’amicizia, nonostante la differenza di età, iniziata al tempo dell’attività giornalistica e proseguita dopo, quando mi sembrò la persona più adatta a guidare la giuria del Premio Ugo Betti per la Drammaturgia, a Camerino, a cavallo del passaggio nel nuovo millennio. Sarebbe appunto facile pescare qua e là, dal bagaglio dei ricordi personali e dalle vicende pubbliche ormai storicizzate, e raccontare il personaggio. Eppure Renzo Tian incarnava una complessità – a partire da quel suo apparire severo… Continua a leggere

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CT#26 – PENSARE IL TEATRO. NUOVA TEATROLOGIA E PERFORMANCE STUDIES

Esistono molte differenze fra la nuova teatrologia, ossia gli studi teatrali contemporanei di matrice europea-continentale, e in particolare italiana, e quelli anglosassoni-nordamericani arruolabili sotto le insegne dei Performance Studies. Tuttavia si rintracciano anche numerosi punti di contatto, sui quali è interessante approfondire un dialogo che si è già timidamente avviato sulle due sponde dell’Atlantico: uno di questi consiste sicuramente nel privilegiare in entrambi i casi i processi rispetto ai prodotti, da un lato, e ai sistemi astratti, dall’altro. Potremmo dire, per essere più precisi, che la nuova teatrologia considera le opere, siano esse testi o spettacoli, soprattutto dal punto di vista processuale e delle pratiche che le fondano, ovvero dal punto di vista performativo. Il che la porta a mettere l’accento, come fanno appunto anche i Performance Studies, sugli aspetti performativi dei fenomeni teatrali. Il presente numero 26/annale 2017 di «Culture Teatrali» – PENSARE IL TEATRO. NUOVA TEATROLOGIA E PERFORMANCE STUDIES curato da Marco De Marinis e Roberta Ferraresi – è dedicato in gran parte alla documentazione del convegno Thinking the Theatre – New Theatrology and Performance Studies, promosso proprio intorno a questi temi dalla CUT – Consulta Universitaria del Teatro e svoltosi presso l’Università di Torino nel maggio 2015. La sezione… Continua a leggere

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UNO “SCENARIO” CORAGGIOSO Premio Scenario 2017 – Edizione del trentennale

[di Fabio Acca] La finale 2017 del Premio Scenario, svoltasi per la nona volta consecutiva a Santarcangelo di Romagna e ospitata dal 10 al 12 luglio al Teatro Lavatoio nell’ambito di Santarcangelo Festival, verrà sicuramente ricordata come una delle più significative degli ultimi anni. Non solo per la qualità delle 15 creazioni finaliste presentate, ma soprattutto per l’ammirevole impegno di tutti coloro che hanno lavorato a questa 16a edizione del trentennale. Uno sforzo a dir poco coraggioso, in tempi di “totale mancanza di qualsiasi attenzione alla creatività giovanile da parte di governi e partiti”, per citare uno stralcio dell’appassionata lettera indirizzata da Marco Baliani (presidente della giuria, nonché ideatore e fondatore del Premio Scenario nel 1987) alla comunità teatrale italiana all’indomani della finale santarcangiolese. È ormai storicamente assodato che il progetto Scenario ha avuto – e detiene tuttora – un ruolo determinante nel riconoscere, accompagnare e portare a una evidenza nazionale le migliori energie della giovane scena contemporanea italiana. Per stare solo alle edizioni del nuovo millennio, è sempre utile ricordare che da qui sono emersi numerosi artisti dell’attuale panorama nazionale della ricerca, tra cui, per menzionarne alcuni, Emma Dante, Davide Enia, Habillé d’Eau, Francesca Proia, Teatro Sotterraneo, Gianfranco Berardi,… Continua a leggere

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“MORE LOVE”. UNA NOTA SUL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI TEATRO DI SIBIU | 9-18 Giugno 2017

[di Alba Simina Stanciu] Articolato evento del mondo teatrale internazionale, in galoppante espansione tanto nella proposta dei più recenti “prodotti artistici” quanto nella varietà delle diverse forme performative, la XXIV edizione del Festival Internazionale di Teatro di Sibiu (Romania) ha proposto sedici sezioni, a cui hanno partecipato nomi di primo piano delle arti e dello spettacolo. Il Festival, strutturato anche come una piattaforma per il lancio e lo sviluppo della creatività teatrale e del management culturale, favorisce incontri di teorici e artisti, declinati in conferenze, sessioni seminariali, presentazioni di libri e traduzioni di alcune tra le più valide opere specialistiche: una serie di appuntamenti sostenuta dalla presenza di importanti centri accademici internazionali delle arti e dello spettacolo, come ad esempio la Brown University (USA), la Pace School of Performing Arts (New York, USA), la National Academy of Theatre and Film Arts (Sofia, Bulgaria), The State University of New York (USA), e la Kazaliste Virovitica & Umjetnicka Akademija u Osijeku (Croazia). Il Festival propone altresì alcuni specifici appuntamenti per giovani attori, da workshop sulla tecnica interpretativa, a laboratori di lotte coreografiche (coordinati da prestigiosi esperti quali Adam Lazarus, Andreas Manolikakis, Steven Lantz Gefroh o Elena Kuzin), a sezioni dedicati ai libri, con presentazioni, conferenze e traduzioni. Le quotidiane conferenze del FITS rappresentano un ulteriore polo di interesse del Festival: sono presenti infatti… Continua a leggere

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SHAKESPEARE VS SHAKESPEARE. Appunti di uno spettatore su “Dopo la tempesta. L’opera segreta di Shakespeare” (regia e drammaturgia di Armando Punzo/Compagnia della Fortezza, Modena, Teatro Storchi, 22-23 aprile 2017)

[di Marco De Marinis] “L’uomo produce l’uomo attraverso una vita di esercizi. […] È tempo di disvelare l’essere umano come quell’essere vivente che nasce dalla ripetizione. […] Chi cerca esseri umani troverà acrobati” (Peter Sloterdijk, Devi cambiare la tua vita [2009], Milano, Raffaello Cortina Editore, 2010, pp. 7-19). “Sarà Sisifo/Artista a condurre il gioco. Tutto sarà filtrato attraverso la sua condanna a far rotolare la (sua) pietra dal basso dell’esistenza (reale?) dell’uomo all’alto e dall’alto di nuovo in basso. La pietra come l’uomo starebbe giù immobile nella sua umana immobilità, fatta di frenesia di vita, ubriaca, se non ci fosse l’artista a tirarla su, per vederla poi rotolare infinitamente di nuovo giù. Ma non sarà tutto uguale. Sisifo è cosciente e questa è la differenza. Forse con Sisifo saranno coscienti anche gli altri, per rotolare poi di nuovo giù. Bisogna immaginare un Sisifo felice, suggerisce Camus” (Armando Punzo, Lo smalto sul nulla. Appunti per una tragedia onirico-didattica con morte innaturale dei protagonisti, testo inedito). È una moltitudine apparentemente disordinata di figure umane e di oggetti concreti (croci e scale, i più vistosi e densi di senso, e un grande letto centrale, non il solo omaggio a Carmelo Bene) quella che… Continua a leggere

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TERZO TEATRO: IERI, OGGI, DOMANI Riflessioni a margine di un progetto della Soffitta

[di Roberta Ferraresi] Il progetto Terzo Teatro: ieri, oggi, domani che ho curato per il Centro La Soffitta del Dipartimento delle Arti su invito di Marco De Marinis (responsabile del Centro) è nato con il proposito di interrogare la storia e l’eredità di quell’esperienza cardine della cultura teatrale del secondo Novecento, emersa improvvisamente alla metà degli anni Settanta, altrettanto rapidamente rifluita nel decennio successivo, al tempo del “ritorno all’ordine” e del “riflusso al privato”, e poi in gran parte dimenticata quando non addirittura rimossa. L’idea era quella di sviluppare un’indagine aperta fra passato e futuro in diverse fasi, articolata tramite sia la pratica artistica che la riflessione teorica. A partire da una rassegna di spettacoli dal 6 al 17 marzo, che ha visto in scena gruppi di diversi approcci e generazioni, dalle performance di strada del giovane Teatro dei Venti (6 marzo, Pentesilea) all’ultimo lavoro di una compagnia storica come Teatro Potlach, impegnato in un incontro – scenico e non solo – fra Italia e Giappone (17 marzo, Il filo sospeso); passando per Morte di Zarathustra di Teatro Akropolis (9-10 marzo) e Desaparecidos #43 di Instabili Vaganti (13 marzo), entrambi gruppi dell’ultima leva, e per Parashurama del Teatro dell’Albero, spettacolo… Continua a leggere

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